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Teatro-Magnolfi-pratoNel ’71 Lennon pubblicava il suo manifesto per la pace. Nel ‘38 Virginia Woolf pubblicava il proprio, un saggio critico dal quale, oggi, Paola Bigatto e Lisa Capaccioli partono per costruire il loro spettacolo, Virtù dell’oscurità.

Se Joyce può considerarsi il padre del modernismo in letteratura, la Woolf ne è sicuramente la madre. Letterata e saggista, figura di spicco della cultura inglese del Novecento, attivista del fabianesimo, Virginia ha lasciato importanti riflessioni sul ruolo della donna nella società, sull’orrore della guerra, sul rischio della propaganda, sulla costruzione di una società più democratica – anche in senso di redistribuzione delle ricchezze, possesso dei mezzi di produzione e accesso egualitario all’istruzione.
Tutti temi importanti, ben esposti sia in Le tre ghinee, il saggio scritto tra il ’36 e il ’37, sia nello spettacolo in questi giorni al Magnolfi di Prato. Uno spettacolo sorretto dall’interpretazione di Elena Ghiaurov che, soprattutto all’inizio, risente della felice mano registica grazie a quella moltiplicazione di figure, voci e piani che inevitabilmente rimandano alla scrittura della Woolf.
Un testo decisamente impegnato che, sulla scena, risente un po’ proprio della molteplicità dei temi affrontati. Forse una maggiore asciuttezza in alcune parti e una focalizzazione su un numero più esiguo di tematiche gioverebbero all’insieme, dato che ascoltare la voce della Woolf nella propria mente, leggendo un suo libro, e ascoltarla dal vivo, in una teatro, non sono la stessa cosa. L’occhio e la mente tendono infatti a divagare maggiormente in una situazione pubblica. Oltre al fatto che la velocità con la quale noi tutti siamo portati a spostarci da un pensiero all’altro nelle nostre conversazioni quotidiane, da un canale televisivo all’altro nei momenti liberi, da un articolo al successivo mentre surfiamo nella rete, è un’ulteriore causa della disaffezione alla riflessione teorica.
Il messaggio della Woolf resta comunque assolutamente attuale ed è lodevole che al MET non solamente si sia pensato di riproporlo in una rielaborazione drammaturgica ma che il lavoro sia stato affidato alle nuove leve.

Lo spettacolo continua:
Teatro Magnolfi
via P. Gobetti, 79 – Prato
fino a domenica 29 novembre
orari: feriali ore 21.00, sabato e domenica ore 19.00
(lunedì riposo)

Virtù dell’oscurità
drammaturgia di Paola Bigatto e Lisa Capaccioli
liberamente tratta da Le tre ghinee di Virginia Woolf
regia Paola Bigatto e Lisa Capaccioli
con Elena Ghiaurov
e con Valentina Cipriani, Francesco Dendi e Antonella Miglioretto (attori diplomati presso la scuola di recitazione del MET)
scene e costumi Giulia Breno
luci Roberto Innocenti
nuova produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana

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