Sonorità estive

A partire dal 16 luglio torna a Lucca il Virtuoso & Belcanto Festival, coprodotto dal Teatro del Giglio

Tempo di respirare, tempo di godersi il sole. Tempo di musica all’aperto, o nella frescura di un oratorio. Tempo di Virtuoso & Belcanto Festival.
Ideato dalla direzione artistica di Riccardo Cecchetti e Jan Bjøranger, il ventaglio di eventi sfiorerà la città nei suoi angoli più intimi e suggestivi. Ne avremo per settimane, dal 16 luglio al 5 agosto.
Aperte le iscrizioni in trenta nazioni, la prospettiva è quella di un confronto multiculturale, sotto il segno della melomania e gusto per la scoperta. Infatti, oltre all’ascolto di ventuno docenti di fama internazionale, Virtuoso & Belcanto porta sulla scena lucchese una serie di concorsi rivolti a giovani non ancora noti, raccolti ne I colori del talento, prima delle tre sezioni tematiche nelle quali il Festival andrà a suddividersi. Ai professionisti e agli ensemble di residenza sarà dedicato I Virtuosi, mentre l’orecchio dei puristi potrà affidarsi agli eventi di Esperienza Classica, rivolta all’ascolto degli strumenti originali.

Musica per tutti, insomma. Per tutti e ovunque vi sia bellezza da esaltare, dai giardini botanici al gremito Anfiteatro, dalla chiesa più ombrosa alla copertura celeste delle Mura urbane. Ampio il numero di maestri coinvolti: Bruno Giuranna, Kyu-Young Kim (direttore artistico e leader della più importante Orchestra da Camera statunitense, la St. Paul Chamber Orchestra), Alain Meunier (direttore artistico della Scuola di Musica di Fiesole e del Concorso internazionale di quartetto d’archi di Bordeaux), Christian Ihle Hadland (direttore artistico del Festival di Stavanger), Torleif Thedéen, Eszter Haffner, Yejin Gil, Ilmari Hopkins, Alberto Bocini, Gabriele Ragghianti e Ivan Zavgorodniy, Boris Berman, Weiyi Yang, Marian Hahn, Jan Bjøranger, Luigi De Filippi, Maria Solozobova, Paul Cortese, Lars Anders Tomter, Sandro Meo e Riccardo Cecchetti.

Masterclass di pianoforte, violino, violoncello e musica da camera si susseguiranno per un periodo che, forse con un’iperbole, promette di far risuonare il cuore della città a ogni ora del giorno.
Una tale concentrazione di artisti e sonorità diverse non sarebbe stata possibile senza la collaborazione di associazioni e istituzioni nostrane, a partire dall’immancabile Banca del Monte e la Casa natale di Giacomo Puccini, fino all’Istituto d’arte Passaglia; dagli sforzi di produzione condivisi dal Teatro del Giglio, dal Comune e dall’Associazione Voces Intimae; e dall’ardore di una città che alla musica ha sempre rivolto il massimo affetto, come a tutto ciò che è causa d’irreprensibile bellezza.

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