Al Teatro Franco Parenti, Catherine Spaak fa rivivere il mito di Rossella O’Hara.


Non è di certo un caso, la scelta dell’8 marzo per il debutto di questo spettacolo. Quale data migliore per celebrare una grande artista come Vivien Leigh, che prima di essere una straordinaria attrice è stata una donna straordinaria.

Ce lo racconta Cathreen Spaak, mettendo in scena l’ultima conferenza stampa tenuta da quella che fu, sul grande schermo, Rossella O’Hara – etichetta che la Leigh si è portata dietro per tutta la vita – pochi giorni prima di morire di tubercolosi.

La Leigh, non solamente affetta da tubercolosi ma altresì da disturbo bipolare, soffre di continui sbalzi di umore, passando da momenti di depressione ad altri di puro entusiasmo; nonostante ciò, sa essere una donna forte, combattiva, passionale. Forse nata negli anni sbagliati – troppo moderna per l’epoca – non nasconde i propri sentimenti ed emozioni. Vive intensamente il suo grande amore per l’attore Laurence Olivier, dal quale non riesce a separarsi, ma che purtroppo la sua malattia allontana da lei fino alla rottura definitiva. Si dimostra una donna a suo modo emancipata, in grado di affrontare l’esistenza senza nascondersi, buttandosi a capofitto in ogni progetto, determinata a ottenere ciò che vuole.

Sul palcoscenico, Cathreen Spaak riesce a restituire allo spettatore tutto quello che Vivien Leigh è stata: un simbolo di eleganza, follia, eccesso, fragilità, talento e inquietudine. Ascoltandola, si percepisce ogni singola sfumatura della personalità travagliata di questa donna. Si potrebbe fare un elenco infinito di aggettivi e sensazioni che, uscendo da teatro, il pubblico reca con sé, proprio perché la Leigh è stata una donna che non si risparmiava, vivendo intensamente ogni singolo attimo.

La Spaak è elegante, mai eccessiva, conclude un monologo di un’ora e mezza con straordinaria bravura. Interessante anche l’uso delle luci, che aiutano nello spostamento spazio temporale della scena: luci emotive che sottolineano i sentimenti a volte amorevoli, altre angosciosi che sono via via rappresentati.

Lo spettacolo ha il ritmo di un crescendo, come a seguire le fasi della follia della Leigh, e si conclude con due colpi di elettroshock, quasi a sottolineare che più della malattia fisica, è stata quella mentale a spegnere la personalità di una donna straordinariamente moderna.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 14 marzo

La tournée continua:
Teatro Eliseo
via Nazionale – Roma
da martedì 20 a domenica 25 aprile, ore 20.45

Vivien Leigh – The last Press Conference
di Marcy Lafferty
traduzione, adattamento e regia Catherine Spaak
con Catherine Spaak
musiche Matteo Cremolini
luci Maurizio Fabretti

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