Featuring

L’Auditorium Conciliazione si tinge di Andalusia grazie al fervore e alla passione di Sara Baras, accompagnata da un ensemble stellare per il suo Voces – suite flamenca.

Si entra a sipario aperto e subito l’atmosfera è quella di un bar granadino nelle ore pomeridiane della siesta, quando solo chi ha l’animo tormentato può sedere ai legnosi tavoli appiccicosi di birra e lacrime. Le immagini dei sei mostri sacri del flamenco, Paco de Lucía, Camarón de la Isla, Enrique Morente, Moraíto Chico, Carmen Amaya e Antonio Gades, si stagliano imperiose sul palcoscenico, guardando dall’alto l’operato di una delle più grandi bailaoras contemporanee dell’arte (il flamenco, appunto) che perfezionarono ed elevarono a meraviglia durante la loro vita.

Tra bulerías, tientos, seguirillas, tarantas, farrucas e soleas, l’interprete, a volte sola a volte accompagnata dal marito, José Serrano, o dal suo giovanissimo corpo di ballo, toglie il fiato per la prima metà della performance, alternando movimenti frenetici a soavi e avvolgenti carezze. Con coreografie immerse nella sensualità e nella tristezza per un amore sognato e mai stretto tra le braccia, Baras sceglie di rappresentare il lato più viscerale del flamenco, dando voce (voces, appunto) ai sei maestri e facendoli “parlare” della loro filosofia. C’è chi dà voce alla tecnica, che deve essere padroneggiata a tal punto da diventare un mero riflesso, lasciando così all’emozione pura di prendere il sopravvento, e c’è chi concentra tutta la propria creazione artistica sull’impeto del momento, sul cuore sanguinante di uomo tradito e ripudiato, che sceglie di ululare il proprio dolore alla luna lunera.

Oltre alla freschezza delle giovani leve, che nonostante la limitazione anagrafica riescono a far rabbrividire non poche schiene con le loro performance cariche di pathos e trasporto febbrile, Sara Baras decide di essere affiancata da tre grandi voci, questa volta contemporanee, di questa musica un tempo appannaggio dei misteriosi gitani: Rubio de Pruna, Miguel Rosendo e Israel Fernández. Insieme alle chitarre di Keko Baldomero e Andrés Martínez, questo gruppo sbalorditivo regala un’esperienza unica e densa di un’arte languida e malinconica che perde le proprie origini nei meandri delle notti arabeggianti.

Unica nota dolente in un altresì fenomenale serata all’insegna della Cultura dura y pura, un pubblico decisamente incapace di seguire uno spettacolo con una carica emotiva tale da far rompere in lacrime per un sentimento di fratellanza atavico, se solo glielo si permettesse. La buona creanza, a quanto pare, non è di casa. Cellulari, smartphone e ammennicoli vari per immortalare il momento senza curarsi dell’empatia altrui, invece, sì.

Lo spettacolo è andato in scena
Auditorium Conciliazione

Via della Conciliazione 4 – Roma
martedì 8 e mercoledì 9 marzo ore 21.00

Rassegna Tersicore
Voces – suite flamenca
bailaora, regia e coreografia Sara Baras
guest artist José Serrano
corpo di ballo María Jesús García Oviedo, Charo Pedraja, Cristina Aldón, Daniel Saltares, David Martín, Alejandro Rodríguez
ripetitrice delle coreografie María Jesús García
lighting design Oscar Gómez de los Reyes
scenografia Ras Artesanos
costumi Torres-Cosano
collaborazioni speciali J. Jiménez Chaboli, Sergio Monroy
direttore musicale Keko Baldomero
chitarra Keko Baldomero, Andrés Martínez
cantante Rubio de Pruna, Miguel Rosendo, Israel Fernández
percussioni Antonio Suárez, Manuel Muñoz Pájaro

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