Una storia romantica, una riflessione sull’identità

17eIl coreografo francese Jean-Claude Gallotta torna a collaborare con la cantante Olivia Ruiz per Volver, una creazione presentata alla Maison de la danse in anteprima mondiale durante la Biennale de la danse che si sta svolgendo in questi giorni nella capitale della Gallia.

Avevano già collaborato nel 2013 per lo spettacolo L’amour sorcier, ma Jean-Claude Gallotta aveva un progetto ben chiaro: quello di creare una pièce consacrata alla cantante francese. Volver nasce così, come un’idea tratteggiata intorno a Olivia Ruiz, alle sue canzoni e alla sua voce. La cantante, al lavoro sul quinto album in uscita a breve, si dimostra essere un’artista poliedrica che si sente a proprio agio tanto nella danza come nella canzone.

Volver narra una storia romantica abbastanza semplice (quella di una cantante spagnola che arriva a Parigi e, nella difficoltà di integrarsi, trova l’amore della sua vita che la lascerà tragicamente, morendo sul fronte), ma ciò che emerge qui è la messa in discussione della questione identitaria, e la figura di Joséphine Blanc (vero nome della nonna di Olivia Ruiz) permette questa riflessione.

Attraverso tredici canzoni scritte dalla stessa Ruiz, si dipana una storia che insiste sulla perdita delle proprie radici, sulla mancata accettazione della sua persona in quanto straniera e sulla nostalgia che si cristallizza proprio nel titolo, Volver, “tornare”. Il testo di questo spettacolo (definito dallo stesso Gallotta “più un concerto danzante che una commedia musicale”) è scritto in una lingua comprensibile a tutti ed è proprio attraverso questa tipologia di linguaggio che Gallotta e Ruiz veicolano le loro idee. La storia fittizia di Joséphine Blanc è un espediente per parlare dei migranti di oggi e, soprattutto, del nostro sguardo e della violenza che portiamo verso di loro. Di quale tacita violenza siamo in grado oggigiorno con il nostro poco riflettuto rifiuto verso una richiesta che viene dall’esterno? Volver è uno spettacolo politico che lavora su più temporalità e che porta lo spettatore ad interrogarsi sul proprio passato e sul proprio presente.

La reazione del pubblico è entusiasta. Una lunga standing ovation omaggia tutti: la cantante, il coreografo, i nove ballerini e i musicisti che accompagnano la cantante.

Volver de Jean-Claude Gallotta et Olivia Ruiz, présenté en avant-première mondiale à la Maison de la Danse de Lyon à l’occasion de la Biennale de la danse 2016, est un conte romantique et politique sur les concepts d’intégration et de migration. Un « concert dansé » qui raconte une histoire ancienne pour nous faire réfléchir sur notre présent.

 

Lo spettacolo è andato in scena:
Maison de la danse
8 Avenue Jean Mermoz – Lione
dal 21 al 24 settembre 2016

La Biennale de la danse presenta
Volver

pièce per una cantante/ballerina, 5 musicisti e 9 ballerini,
creazione 2016 – prima mondiale
di Jean-Claude Gallotta, Olivia Ruiz
coreografie Jean-Claude Gallotta assistito da Mathilde Altaraz
testi Claude-Henri Buffard, Olivia Ruiz
drammaturgia Claude-Henri Buffard
con Olivia Ruiz (canto e danza), Agnès Canova, Paul Gouello, Ibrahi Guetissi, Georgia Ives, Fuxi Li, Lilou Niang, Gaetano Va ccaro, Thierry Verger, Béatrice Warrand, Vincent David, Martin Gamet, David Hadjaj, Frédéric Jean, Frank Marty

produzione Groupe Émile Dubois / Cie Jean-Claude Gallotta
coproduzione Biennale de la danse de Lyon 2016, Théâtre National de Chaillot Paris, Centre chorégraphique national de Grenoble, MA Scène nationale – Pays de Montbéliard (in corso) con il sostegno di Asterios Spectacles e della MC2: Grenoble

Il Groupe Émile Dubois / Compagnie Jean-Claude Gallotta è sostenuto dal Ministère de la Culture et de la Communication-DGCA, dalla DRAC Auvergne- Rhône-Alpes e dalla Région Auvergne-Rhône-Alpes. È in corso la pratica di partenariato con la Ville de Grenoble et le Département de l’Isère.

www.biennaledeladanse.com
www.maisondeladanse.com
Jean-Claude GALLOTTA© Jean Louis Fernandez

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