L’altra Ida

teatro-della-cometa-romaGli affreschi contemporanei di Annibale Ruccello rivivono al Teatro della Cometa dove la regia di Luca De Bei e la straordinaria interpretazione di Margherita Di Rauso accendono i riflettori su Week End.

Annibale Ruccello, originario di Castellammare di Stabia, vede la sua vita e la sua promettente carriera spezzarsi nel 1986 a soli trent’anni. In questo breve arco di tempo Ruccello consegna alla contemporaneità una serie di testi teatrali che lo rendono uno degli autori più originali e interessanti, grazie allo sguardo beffardo e graffiante con il quale ritrae personaggi e situazioni drammatiche ma riempite di sfumature comiche, utilizzando un linguaggio che mescola armoniosamente il dialetto con l’italiano. Scelta non casuale poiché è attraverso le sfumature dialettali che emerge la verità dei personaggi, denudati così dell’apparenza perbenistica.
Week End, per il quale Ruccello riceve nel 1983 il Premio IDI under 35, assieme a Notturno di donna con ospiti e Le cinque rose di Jennifer, compone la trilogia definita dall’autore Teatro da Camera. La protagonista è Ida, un’insegnante dal marcato accento campano originaria di un paesino del Sud, che vive sola a Roma in un appartamento dall’arredamento antiquato in cui risuonano dal giradischi le note di vecchie canzoni francesi. Per arrotondare lo stipendio Ida impartisce ripetizioni ad un giovane studente svogliato. Il frammento di vita che ci propone Ruccello si svolge nell’arco esatto di un week end: le giornate sono scandite dall’apparizione di scritte rosse su sfondo nero, in perfetto stile noir. In questo lasso di tempo conosciamo la protagonista in tutte le sue sfaccettature e a darle il volto e i marcati tratti che la caratterizzano in modo inequivocabile – la camminata zoppa, il sopracciglio perennemente alzato, gli antiestetici gambaletti sotto la gonna – è un’eccezionale Margherita Di Rauso, attrice capace di passare dal sensuale ruolo avuto in Louise Bourgeois: falli, ragni e ghigliottine (sempre con la regia di Luca De Bei), all’interpretazione perfetta di un personaggio decisamente borderline.
Il week end “da paura” di Ida si apre nel più ordinario dei modi: al ritorno da una giornata a scuola la professoressa si spoglia letteralmente della rigidità datale dal suo ruolo, per “inciabattarsi” e vestire i panni da zitella. A sconvolgere la routine è l’arrivo dell’idraulico, figura che incarna perfettamente lo stereotipo del maschio bello esteticamente ma infarcito di ignoranza e rozzaggine che, però, fa breccia nella solitudine patologica di Ida; d’altra parte un idraulico di nome Narciso è proprio «una finezza per una professoressa!». È per lei l’illusione di avere, almeno per un momento, un’esistenza normale, una persona accanto di cui prendersi cura, passando tutte le fasi tipiche di una relazione: dalla passione iniziale per cui lei subisce una vera e propria trasformazione nell’abbigliamento e nell’atteggiamento; all’asservimento quasi totale (lei lo imbocca); fino alla guerra vera e propria che avrà un finale tragico.
Quella di Narciso è una figura apparentemente semplice ma costruita con magistrale sapienza da Ruccello, poiché attraverso affermazioni come «ti complichi la vita inutilmente… ma forse è pecchè sì zitella!», pronunciate con il candore dell’ignoranza, inevitabilmente mette Ida davanti a tutti i suoi fantasmi, incubi e fragilità.
Queste sono le premesse alla scena madre dell’intera opera, in cui la Di Rauso supera se stessa in un’interpretazione superba. Dopo aver “mangiato” le sue due giovani vittime, si ritrova sola con se stessa: è il momento di affrontare l’altra Ida. Nella scena allo specchio irrompe con prepotenza e rabbia la bipolarità di questa personalità fragile, sconvolta e provata dal suo dolore, letteralmente impazzita, preda di incubi che, forse, vivono solo nella sua testa. Un disagio che affonda le radici nel passato privato e sociale della donna, messo a nudo nel racconto della leggenda della vecchia signora con la scarpa d’oro e zoppa dal piede sinistro, in cui Ida si identifica. Un momento altamente coinvolgente per lo spettatore che viene trascinato in una torbida storia, narrata dalla Di Rauso con una tecnica che ricorda quella utilizzata dai pupari siciliani, i quali attraverso particolari timbri di voce riescono a dare suggestioni, ardore e pathos alle scene rappresentate.
Week End è un testo che, miscelando comicità grottesca e forte drammaticità, nasconde nelle sue pieghe molteplici significati e letture, cosa che la regia di Luca De Bei ha colto alla perfezione fin nelle minime sfumature. Proprio per la sua complessità non aggiungiamo altro e lasciamo lo spettatore in bilico tra sogno e realtà.

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Lo spettacolo continua:
Teatro della Cometa
via del Teatro Marcello, 4 – Roma
fino a domenica 20 ottobre
orari: da martedì a venerdì ore 21.00, sabato ore 17.00 e ore 21.00, domenica ore 17.00 (lunedì riposo)

Teatro della Cometa presenta
Week End
di Annibale Ruccello
regia Luca De Bei
con Margherita Di Rauso, Giulio Forges Davanzati, Brenno Placido
scene Francesco Ghisu
cotumi Lucia Mariani
disegno luci Marco Laudando
aiuto regia Peppe Bisogno
assistente alla regia Lucrezia Lanza
assistente scene Valeria Mangiò

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