Quando il paradiso assomiglia all’inferno

Al teatro Lo Spazio di Roma Massimo De Rossi, giocando con le contrapposizioni, mette in scena le inquietudini del Novecento, le avvisaglie dell’orrore dei lager e del secondo conflitto mondiale.

Palcoscenico spoglio che rompe la classica separazione tra il “davanti” e il “dietro” le quinte: da una parte la finzione del palco, in cui i personaggi sono attori, dall’altra, nel camerino, gli attori sono uomini e donne con aspettative, paure e desideri.
Su questo sfondo si muovono i personaggi di Welcome to paradise, opera scritta da Karl Weigel, autore contemporaneo che si divide tra Berlino e New York, studioso di letteratura tedesca e sceneggiatore.
I protagonisti, artisti del cabaret Paradise, si dibattono tra difficili relazioni, amori non ricambiati, alle prese con un passato oscuro e proiettati, loro malgrado, verso un futuro personale incerto in un periodo storico cupo, tra la Prima e la Seconda guerra mondiale.
Il regista e attore Massimo De Rossi rende tangibile l’inquietudine di quegli anni, di quel “secolo breve” – per dirla con Hobsbawm – che ha caratterizzato “l’epoca più violenta della storia dell’umanità”. La Germania, infatti, stava faticosamente superando la tragedia del primo conflitto mondiale, ma già si era infiltrato nella società tedesca il seme dell’antisemitismo e del fanatismo che gettarono la Germania nell’orrore dei lager e della Seconda guerra mondiale.
Il protagonista, il ventriloquo David Tucholsky, sembra avere il dono della preveggenza, una capacità che cerca di nascondere, finché dal suo passato non riemerge l’ambiguo rapporto con la cantante Kathi, che lo induce a esibirsi in uno spettacolo che sarà l’inizio della fine. David e Kathi restano invischiati in una spirale di passione e di aspirazione alla morte, ossessione che David manifesta nei suoi monologhi con l’alter ego, il burattino Mirtillo. Kathi è la classica femme fatale che tende a distruggere ciò che tocca, compreso il rapporto amoroso con Trude, aspirante attrice. Le due donne incarnano il cliché del bene e del male, in equilibrio tra attrazione e repulsione. Trude dà un tocco di positiva ed esuberante freschezza alla scena, per questo amata, invano, dal silenzioso pianista Martin. Su tutti incombe la misteriosa presenza dello spettatore “con i baffetti”.
Interessante il David Tucholsky di De Rossi, dalla mimica coinvolgente e dalla personalità complessa, in bilico tra umane fragilità e inflessibile rettitudine.
Le canzoni e le musiche contribuiscono a ricostruire l’ambientazione della Berlino degli anni ‘20, dove – a dispetto del titolo – si stava preparando quell’inferno che, alcuni anni più tardi, travolse l’intera Europa.

Lo spettacolo continua fino al 20 novembre 2011
Teatro Lo Spazio
via Locri, 42/44 – Roma
fino a domenica 20 novembre
orari: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 17.00

YOUKALI presenta
Welcome to Paradise
di Karl Weigel
regia di Massimo De Rossi
con Massimo De Rossi, Giulia Innocenti, Marzia Dal Fabbro, Giancarlo Mici
scene e costumi Jean Leparvier
realizzazione costumi Eleonora Gismondi
consulenza musicale Margot Iljabit
musiche originali Giancarlo Mici
traduzione Angela Sickler
assistente alla regia Anna Ceci

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