Ma serve davvero raccontare lo stereotipo di Churchill?

Prova d’attore, in gran parte riuscita, per Giuseppe Battiston, in scena al Franco Parenti di Milano nei panni di Winston Churchill. Ma perché un’immagine così poco sfaccettata del grande statista inglese?

Dov’è la novità nell’immaginare Winston Churchill (1874-1965), vecchio, malato, capriccioso, sulfureo ma anche dolente, verso la fine della vita? A parte offrire l’opportunità a Giuseppe Battiston di cimentarsi in una prova d’attore (che supera dignitosamente, ma senza far gridare al miracolo e senza la ricchezza di toni che una parte del genere avrebbe forse richiesto), qual è lo scopo dello spettacolo Winston vs Churchill, in scena fino al 19 gennaio nella sala grande del Teatro Franco Parenti di Milano?

L’immagine dello statista inglese, a cui dobbiamo la resistenza britannica contro i nazisti, ma anche un’idea precisa dei vantaggi e delle contraddizioni della democrazia, non ne esce mutata. Facile dire che i grandi da vecchi sono vecchi e un po’ rimbecilliti e non vogliono prendere le pasticche, né rinunciare al fumo e all’alcol. Più interessante sarebbe stato entrare nei dettagli: il più grande fallimento di Churchill fu l’impresa di Gallipoli, nella Prima guerra mondiale, ovvero il tentativo di distruggere l’Impero turco (che alla fine, in effetti, cadde), battendolo sulla penisola all’entrata dei Dardanelli.

La sapienza di un capo militare che poi avrebbe fondato la Turchia moderna, Mustafa Kemal Atatürk, trasformò l’impresa in un inutile massacro di giovani soldati britannici. Uno dei tanti, per altro. E quindi magari sarebbe stato interessante indagare se davvero Churchill si sognasse quei 250mila morti alleati (altro che 43 mila, come si ripete nella pièce) anche alla fine della vita. E che cosa avesse imparato dalla lezione. Invece lo spettacolo inanella battute celebri dello statista, colpi di tosse e un improbabile battibecco con la sua infermiera, sfortunatamente interpretata da un’impacciata Lucienne Perreca, che sembra appena uscita da una (scarsa) scuola di recitazione.

Perché mai Battiston ha sentito l’esigenza di una partner così modesta? Non crede alla sua bravura? Bravo è bravo. Ma eravamo in parecchi, a fine spettacolo, a esserci annoiati un po’.

Lo spettacolo è in scena
Teatro Franco Parenti – Sala Grande

Via Pier Lombardo 14 – Milano
fino al 19 gennaio 2020
visto il 12 gennaio alle 16,15

Winston vs. Churchill
da Churchill, il vizio della democrazia di Carlo G. Gabardini
con Giuseppe Battiston
e con Lucienne Perreca
regia Paola Rota
scene Nicolas Bovey
costumi Ursula Patzak
luci Andrea Violato
suono e musica Angelo Longo
produzione Nuovo Teatro
(durata 1 ora e 15 minuti)

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