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Yerma, articolo di "Alessandra Sorrentino" su Persinsala Teatro

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Da Barcellona l’omaggio al grande poeta e drammaturgo Federico Garcia Lorca con Yerma presso il teatro Tívoli. Nei pressi di Plaça de Catalunya, cuore pulsante dell’area metropolitana e turistica del capoluogo della Catalogna, si trova il Tívoli, secondo a capienza dopo il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, la cui storia risale alla seconda metà …

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Teatre-Tivoli-barcelona-espanaDa Barcellona l’omaggio al grande poeta e drammaturgo Federico Garcia Lorca con Yerma presso il teatro Tívoli.

Nei pressi di Plaça de Catalunya, cuore pulsante dell’area metropolitana e turistica del capoluogo della Catalogna, si trova il Tívoli, secondo a capienza dopo il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, la cui storia risale alla seconda metà dell’Ottocento. La struttura odierna, di nuova costruzione, ricorda la tipica all’italiana donando all’impianto un effetto d’élite, con tanto di balconate, logge e boccascena decorati, panneggi dorati degni della migliore tradizione rococò. Ma la meraviglia suscitata dallo sfarzo lascia spazio al meraviglioso che accade sulla scena.
Yerma uno dei testi più significativi della produzione lorchiana, non è solo il pretesto per celebrare l’ottantesimo anniversario della morte del poeta, ma anche il risultato di una splendida visione del simbolismo e delle tematiche care a Federico. Nella piccola realtà di un pueblo spagnolo Yerma, sposata a Juan grazie a un matrimonio combinato, desidera ardentemente un figlio cui dedicarsi. Gli anni passano, le giovani donne del villaggio fioriscono e danno la vita, mentre lei sembra condannata alla sterilità. E a cosa serve una donna se non adempie al suo ruolo naturale? Yerma disperata, passa invano da riti magici a pellegrinaggi votivi incurante della sofferenza fisica. Persino il marito, avanti nell’età, poco si cura di lei se non per «serbare le apparenze».
L’opera, concepita come tragedia dalla struttura classica in tre atti alla presenza del coro, vede la protagonista assurgere alla funzione di madre terra. Una madre arida e sterile ma dalla forza dirompente e travolgente che, se non può dare la vita, la distrugge. La dicotomia fertile/sterile è ben resa sulla scena dagli elementi scenografici: il terreno arido e secco lascia spazio sul proscenio a una fonte d’acqua rigogliosa e portatrice di vita. Allo stesso modo la vitalità delle giovani donne si contrappone al grigiore e alla cupezza della protagonista e della sua famiglia. Una scenografia semplice, fatta di qualche mobile e un telo sul fondale che si colora delle sfumature della terra, riesce perfettamente a intercalare i personaggi in un ambiente ancestrale grazie a elementi altamente simbolici. Coreografie e canti andalusi alleggeriscono la tensione e smorzano i toni da tragedia, facendo in modo che le due ore di durata non appesantiscano la fruizione, cosa che accade facilmente a teatro. La bravura performativa di tutti gli attori, nessuno escluso, è eccelsa, e sicuramente sovrastata dalla forza espressiva dirompente della protagonista, Silvia Marsò. Yerma è ritratta non solo come il lato oscuro di una natura secca e morente, ma anche come vittima di una società chiusa, superstiziosa e ottusa. Un’opera, che – per dirla con parole del regista – «è un canto alla maternità, e un pianto per la maternità».

Con la puesta en escena de Yerma, uno de los textos más importantes y conocidos de Federico García Lorca, se celebra el octavo centenario de la muerte del extraordinario poeta. Esta representación es, a la vez, una feliz y acertada interpretación del simbolismo y de los temas tan presentes en su obra. Yerma es – para citar las palabras del director – «Un canto a la maternidad, y un llanto por la maternidad»; es la naturaleza árida y estéril, pero asimismo la fuerza destructiva y abrumadora de quien, si no puede dar la vida, la destruye. Esta nueva interpretación devuelve no sólo el lado oscuro de la naturaleza seca y muerta, sino también la historia de una víctima de una sociedad cerrada, supersticiosa y obtusa.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatre Tívoli
Carrer de Casp, 8 Barcelona (España)
dal 5 febbraio al 2 marzo
ore 21.30

Yerma
di Federico García Lorca
regia Miguel Narros
con Silvia Marsó, Pep Molina, Chema León, Maria Àlvarez, Alba Alonso, Roser Pujol, Carmen Navarro, Asunción Díaz Alcuaz, Teresa Alonso, Laura Hernando, Soleá Morente, Lucia EspÍn, Paloma Montero, Emilio Gómez, Antonio Escribano
disegno grafico Arteaga & San José Comunicación
fotografia/dvd Luis Malibrán
aiuto regia Luis Luque
coreografia Marta Gómez
costumi Almudena Rodriguez
luci Juan Gomez Cornejo
scenografia Mónica Boromello
musica Enrique Morente
produzione Celestino Aranda
distribuzione Producciones Faraute, S. L.

8,00

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