La Russia del Novecento attraverso la musica

Lo IUC celebra il centenario della Rivoluzione d’Ottobre, con un concerto straordinario, diretto ed eseguito da artisti di eccellenza mondiale.

Quest’anno ricorre il centenario di una delle tappe più significative della storia moderna, ovvero la Rivoluzione d’Ottobre; molti sono gli eventi che si stanno organizzando per celebrare tale improtante anniversario, che assume un significato tutto particolare alla luce delle attuali dinamiche geopolitche internazionali. D’altronde, la Rivoluzione Russa, come anche l’instaurazione delle Repubblice Socialiste Sovietiche, ha sempre avuto un legame profondo e strettissimo con le arti, perché le autorità comuniste al potere erano ben consapevoli del valore rivoluzionario della musica, del cinema, del teatro e della pittura. Non solo: il comunismo comprese in Russia, meglio di molti altri, come le arti fossero uno strumento essenziale anche per il mantenimento dell’autorità politica all’indomani della Rivoluzione, per questo ne promosse la traduzione propagandistica e ne manovrò gli sviluppi legandoli alle necessità dello Stato.

Una generazione di artisti, registi, musicisti crebbero in questo orizzonte di grande fermento creativo, ma anche di violento controllo e subordinazione, dimensione nella quale l’arte si trova sempre svilita; se prendiamo in considerazione quanto accaduto nello specifico dell’arte musicale russa del Novecento, tutto questo diventa evidente, e il concerto organizzato dall’Istituzione Universitaria dei Concerti Martedì 14 marzo ha riassunto, con un programma ampio, originale, avvincente, alcune delle tendenze più significative della musica russa contemporanea, in rapporto per esempio alla censura zdanoviana-stalinista rivolta ai formalismi astratti. In altre parole, per l’Urss, la musica doveva essere arte del popolo e questo spiega come mai molti compositori, seppur cresciuti in un’epoca successiva delle rivoluzioni atonali e dodecafoniche, abbiano deciso di rivolgersi a un registro neoclassico; è il caso di Georgy Svidirov, allievo di Shostakovic, particolarmente noto in Russia per le sue composizioni corali ispirate alla tradizione ortodosse e, ovviamente, osteggiato dal Partito Comunista; tra i maestri di questa generazione spiccano i nomi di Sergej Prokof’ev, presente al concerto con le Visions fugitives op. 22, e il già citato Dmitri Shostakovic, del quale si è proposta la straordinaria Sinfonia da camera op. 110, ricca di autocitazioni, potente quanto drammatica.
Opera tagliente e di impronta sicuramente più moderna è quella di Alfred Schnittke, che scrisse il Concerto For Three nel 1934 per l’amico violoncellista Rostropovic, per il violino di Kremer e per la viola di Yuri Bashmet; siamo venuti d’altronde a quello che è stato il motivo principale del successo di questo evento, dal momento che il ricco e originale programma è stato diretto e interpretato proprio da Yuri Bashmet, leggenda della musica contemporanea, strettamente legato a questa genia di grandi autori e che ha incarnato lui stesso la figura dell’artista del popolo durante l’Unione Sovietica. La direzione è elettrizzante, anche perché Bashmet ha diretto i Solisti di Mosca, ensemble di archi nato negli anni Novanta per volontà dello stesso Bashmet e ritenuta un’autorità indiscussa in tutto il pianeta; la loro performance diviene persino “teatrale” per la passione e l’energia trasmessa al pubblico.
Bisogna però chiudere su un altro fattore di vitale importanza, che ha reso il concerto in questione probabilmente uno dei migliori finora in programmazione presso l’Aula Magna della Sapienza: si tratta dell’esecuzione del Preludio, Presto e Lamento di quello che è il talento musicale italiano più noto e significativo, ovvero Silvia Colasanti, prodigiosa compositrice nata nel 1975 che è riuscita ad affermarsi a livello internazionale grazie alla sua musica. L’opera eseguita è stata scritta appositamente per la viola di Bashmet, e la sua proposta al pubblico è la ciliegina sulla torta di una serata indimenticabile e affascinante.

Il concerto si è tenuto:
Aula Magna Università Sapienza di Roma
P.le Aldo Moro, 5 – Roma
martedì 14 marzo, ore 20.30

Istituzione Universitaria Concerti presenta per il 100° Anniversario della Rivolzuione d’Ottobre
Yuri Bashmet e i Solisti di Mosca
Sinfonia da camera op. 14 per archi
di Georgy Svidirov
Visions fugitives op. 22 di Sergej Prokof’ev
Preludio, Presto e Lamento di Silvia Colasanti
Concerto “For Three” per violino, viola, violoncello e archi di Alfred Schnittke
Sinfonia da camera op. 110a di Dmitrij Shostakovic
viola e direzione Yuri Bashmet

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