Allo Zelig Cabaret un’affiatata squadra di comici, guidata dal’inglese John Peter Sloan, mette in scena uno show per ricordare che, volendo, si può anche scherzare sulla morte e che l’autentica tristezza è una vita senza sorriso.

La domanda che qualche volta l’essere umano fa a se stesso – pensando all’estremo saluto dai suoi cari, dalla sua vita – è se sia possibile ridere in tale occasione. Ci ha provato l’anglosassone John Peter Sloan, coadiuvato da un’ottima troupe di comici italiani, a dare una risposta a questa domanda con lo spettacolo Zelig Dark – soldi e cenere, in scena al blasonato cabaret di viale Monza a Milano, nelle due serate del 23 e 30 marzo.

Partendo da semplici scenette, gli autori hanno inventato una vera e propria scatola magica all’interno della quale una serie di situazioni legate all’incontro con la morte si intersecano e si mischiano, senza mai perdere di vista l’obiettivo: quello di riderci su. Il riadattamento del testo originale di Sloan, Full Moon, passa così in rassegna le occasioni in cui è possibile trovare paradossi o crearli ad hoc per scherzare con ironia e sarcasmo su una delle tematiche ancora oggi tabù.

La rappresentazione passa da un San Pietro (Andrea Midena), dall’accento milanese e dai modi bruschi, che altro non è che il portinaio di un enorme condominio – o strampalato paradiso – in cui si susseguono e si spezzano continui segmenti di vita ordinaria in un’ambientazione straordinaria. Nel suo androne si possono incontrare personaggi assai diversi: dall’agente immobiliare, interpretato da Federico Basso – presentatore della scorsa edizione di Zelig Off – che illustra ai potenziali acquirenti rischi e pregi degli appartamenti celesti, allo sfortunato individuo perseguitato dalla voce che insiste nel predire la morte anche una volta compiuto l’estremo passo; dal conduttore impersonato da Leonardo “energia pura” Manera, che sproloquia nella sua

follia alternando domande agli spettatori a televendite degli oggetti più assurdi, ai semplici amici che si ritrovano a dialogare tra loro dopo la morte come se niente fosse successo.

In mezzo a questa carrellata di personaggi, una serie di gag e di interventi, mirati a spezzare la continuità della vita del paradiso, come il tg dell’altro mondo, il menestrello di storie sfortunate, e il prete cinico che vende gadget religiosi un po’ particolari.

Due ore di spettacolo che insistono sempre sulla stessa tematica e che alternano spassosissimi siparietti a improvvisazioni che rendono il testo discontinuo, aggiungendo quell’ingrediente che solo il cabaret possiede.

Il testo ovviamente non risparmia niente e nessuno: politici, tendenze giovanili, scrittori di nuova generazione, attori e uomini comuni, per spiegare un concetto scontato ma vero: tutti sono uguali di fronte alla morte e, quindi, su tutti e tutto si può fare una sana risata. La rappresentazione è vivace, veloce e scivola via tra sketch che si alternano con ritmo. Manca tuttavia la genialità che la renderebbe immortale e l’originalità che contraddistingue il senso delle singole scenette del Dark. Bravi comunque i comici a tenere il palco e a non perdersi nella velocità dei cambi continui, rispettando i tempi comici.

Zelig Dark, in conclusione, traghetta un messaggio assai particolare: la comicità in fin dei conti non è poi così diversa dalla morte, non può cessare di esistere e accompagna da sempre l’umanità, ma fino a che esisterà non smetterà di mietere vittime.

Lo spettacolo e’ andato in scena:
martedì 30 marzo
Zelig Cabaret
viale Monza 140 – Milano

Zelig Dark – soldi e cenere
di John Peter Sloan, Antonio De Luca, Andrea Piana
con John Peter Sloan, Derek Allen Federico Basso, Louise Kissane Paolo Labati, Leonardo Manera, Andrea Midena, Davide Paniate, Andrea Sambuco, Giorgio Verduci e altri special guests

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