Vi presento Leonardo Manera: quando l’ordinario diventa cabaret

Per i 25 anni di Zelig, 14 comici più uno, tutti da scoprire, calcano il palcoscenico del longevo e amatissimo cabaret milanese.

Zelig e il suo pubblico festeggiano le nozze d’argento e c’è qualcosa di meglio che un’intervista ai comici che hanno reso famoso il locale di viale Monza? Giancarlo Bozzo incontrerà 14 comici in altrettante serate e, al termine del ciclo, saranno i comici a intervistare Giancarlo.

Domenica 8 maggio il microfono è nelle mani di Leonardo Manera, pseudonimo di Leonardo Bonetti. L’atmosfera è quella del salotto di casa o che si crea al bar, con gli amici, quando si parla degli anni passati. Mentre in televisione si vede solo la maschera che il cabarettista indossa in quel momento – il volto di un personaggio e mai dell’uomo – durante un’intervista lo si conosce sotto diversi punti di vista scoprendo, nel caso di Leonardo Manera, che tutti i ruoli da lui interpretati sono frutto di storie reali.

Naturalmente, sta al comico trasformare in un tormentone di successo ciò che è ordinario. Prendiamo a esempio alcuni personaggi che hanno conquistato il pubblico: il ventriloquo Vasco che soffre di “una lesione alla retina”, il Mimo Mimmo – che piace anche ai bambini – o, ancora, Petrektek e la parodia del cinema polacco (che si ispira, in realtà, ai film del regista finlandese Aki Kaurismaki) e, infine, il Manera sotto ipnosi – che tutti ricordiamo per due semplici battute: «Fluoooro!» e «Adriana Adriana». Questo personaggio è nato dalla storia che gli è stata raccontata da un’amica la quale, durante una seduta di ipnosi dallo psicologo, era riuscita a ricordare il giorno della nascita e a sentire – addirittura – l’aria che le bruciava le vie respiratorie. Un racconto al quale forse non tutti crederanno ma che Manera ha abilmente trasformato in un tormentone mediatico.

Zelig, però, è cabaret e non semplice talk-show: l’intervista non si è basata unicamente su domande e risposte bensì su filmati di vecchi schetch che ripercorrono la storia del comico di turno, e quella della società che lo e ci circonda. Lo stesso Manera ha affermato che ogni personaggio rappresenta una tappa della sua vita.

Un faccia a faccia, quindi, per ripercorre, attraverso passaggi comici, una vicenda artistica individuale, il milieu nel quale si è sviluppata, e per scoprire lati e passioni nascoste: chi l’avrebbe mai detto che Leonardo è anche un valente pittore?
Una serie di piacevoli incontri come tra vecchi amici, al bar.

Lo spettacolo è andato in scena:
Zelig Cabaret
viale Monza 140
domenica 8 maggio, ore 21.30

Intervista spettacolo a Leonardo Manera

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