Un livornese a Firenze

Grande successo di pubblico per Io doppio! Dè show e il suo applauditissimo mattatore Paolo Ruffini.

Il Paolino regionale è ormai avvezzo ai bagni di folla e allo scrosciare di applausi nella sua terra ma ogni volta è un tripudio tutto nuovo quello che omaggia il comico.

Io doppio! Dè show è un’esibizione dinamica e diversificata che si avvale di un lungo e incontenibile monologo inframezzato da spezzoni doppiati in livornese dalla ormai nota compagnia Il nido del cuculo. Sono stati proprio questi sketch doppiati nella sua lingua madre, per così dire, caratterizzata dal frequente intercalare “dè” – stigmatizzato nel titolo dello spettacolo – a rendere celebre al grande pubblico Paolo Ruffini; gli spezzoni sarcastici contro famigerati Hello Kitty e Teletubbies continuano a riscuotere consensi inalterati sin dal loro esordio. I frangenti dello spettacolo che prevedevano la presenza di Ruffini sul palco sono stati movimentati dalla massiccia partecipazione degli spettatori costretti a un coinvolgimento attivo nella scaletta. Hanno calcato il palco rappresentanti di tutte le categorie del pubblico trasversale: ragazzi, ragazze donne e uomini sono stati trascinati sul palco, vestiti da personaggi dei fumetti, catapultati in una impertinente rivisitazione del gioco anni 80 Tra moglie e marito – il fortunato programma televisivo condotto da Marco Columbro tra il 1987 e il 1991 – dove le domande andavano tutte a indagare la vita sessuale dei malcapitati. Bisogna dire, però, che superati i primi istanti di emozione, tutti quelli chiamati sul palco si sono dimostrati ben contenti di essere incappati sotto le grinfie dissacranti di Paolino, al quale deve essere riconosciuta l’enorme capacità di mettere chiunque a proprio agio nelle situazioni più improbabili.

Io doppio! Dè show mostra però le corde quando la sua comicità volge a un basso profilo che si avvale di un linguaggio scurrile e di una volgarità a sfondo sessuale di facile presa. Il peggio arriva quando il mattatore afferma che per lo spettacolo si sta «facendo un culo così» e si volta, mostrando il tanto ingrandito deretano in bella vista dai pantaloni stracciati. Finalmente, non potendo scendere a un grado più basso di comicità, è costretto a risalire e lo fa egregiamente facendosi perdonare, dagli spettatori un minimo più esigenti, anche le performance precedenti. Tra moglie e marito suscita, nel complesso, momenti di ilarità pura e di una freschezza estemporanea – non facile da ottenere.

Paolo Ruffini affastella uno spettacolo molto variegato che non si priva di monologhi pieni di sentimentalismo sul valore della vita e di chiose moraleggianti sulla bontà della satira e del sapersi prendere in giro – affastellamento che rappresenta un’arma a doppio taglio perché, se da un lato gli permette di dispiegare tutte le proprie indubbie potenzialità, dall’altro non può che mettere in evidenza diversi gradi di bravura a seconda dei temi o delle performance messe in scena.

Il maggior merito di Ruffini è comunque quello di sapere gestire – nonostante le sbavature – un one man show alla sua giovane età, dimostrando dimestichezza e confidenza non indifferenti con il pubblico e con il palcoscenico.

Un artista che ha ancora una lunga strada da percorrere, dunque, ma che ha tutti i mezzi per procedere spedito avanzando le più alte pretese, potendo sempre contare sull’incoraggiante supporto dei suoi calorosi e affezionatissimi fan.

Lo spettacolo è andato in scena:
Spazio Piazza Puccini
Fortezza da Basso
Viale Filippo Strozzi 1, Firenze
giovedì 11 agosto, ore 22.00

Io doppio! Dè show
di Paolo Ruffini
(duratadue ore circa)

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