Nanonovela

L’ormai storico collettivo romano Nano Egidio presenta Luisa, uno sguardo oltralpe, la prima telenovela teatrale italiana fra marionette parlanti e finto trash televisivo

È simpaticamente folle l’ultimo lavoro del Nano Egidio, collettivo teatrale a tre teste, «fondato nel 2011 ed ancora in attività» dice, con una certa sorpresa, la loro biografia ufficiale. Piuttosto noti nella scena underground romana e nazionale, tutti e tre i componenti del Nano Egidio – Marco Ceccotti, Simona Oppedisano, Francesco Picciotti, attori, marionettisti, drammaturghi – salgono adesso sul palco del Teatro Studio Uno di Torpignattara per mettere in scena la storia dell’amore impossibile fra la nobildonna decaduta Luisa Winghfield ed il pupazzo contadino Woody Baltimora.

Attorno al canovaccio di una tipica telenovela televisiva – con tanto di musiche d’ambiente – i tre performer costruiscono una serie di sketch «a parte», in un anarchico accumulo di riferimenti politici e frecciatine politicamente scorrette. Come sempre nei loro lavori, è preponderante l’uso di marionette e pupazzi, manovrati direttamente sulla scena da Ceccotti e da Picciotti.

Alcuni momenti del loro show toccano guizzi di genialità comica: Luisa «non vuole fare sesso prima del matrimonio, ma neanche dopo, solo durante»; se i due amanti non possono sposarsi con rito religioso e neanche con rito civile, allora possono fare un «matrimonio incivile» con un parcheggiatore abusivo pagato per officiare la cerimonia; il passato di Woody è segnato da una breve esperienza con Lotta Comunista, rappresentata sul palcoscenico dallo scontro fra due pupazzi gonfiabili di lottatori di sumo con i volti di Marx e di Stalin. Sullo sfondo, una fotografia di Michela Murgia a fare da arbitro e a contare tutti i riferimenti offensivi alle minoranze che lo show si lascia scappare; arrivati a cinque, promettono gli interpreti nei primi minuti dello spettacolo, la telenovela sarà interrotta per fare posto a una tavola rotonda.

Il modo in cui questo spettacolo-show è stato scritto richiama in qualche modo lo stile di Joyce, con una serie un po’ sconnessa di sketch uniti assieme da associazioni di idee volutamente deliranti. Il Nano Egidio offre una satira aggettante, che indiscriminatamente si prende gioco di tutto ciò che compone il dibattito pubblico e soprattutto il palinsesto televisivo contemporaneo. Per quanto riguarda il riciclo creativo di riferimenti alla cultura televisiva ed alla storia politica di Italia, il Nano Egidio ricorda un po’, in tono minore, e meno approfondito, anche alcuni lavori di Daniele Timpano, sia da solo che in coppia con la moglie Elvira Frosini.

Inevitabilmente, il lavoro dei tre è marcatamente underground ed a tratti può forse sembrare un po’ (volutamente) amatoriale; tuttavia, se si cerca uno spettacolo senza pretese di voler strafare e al tempo stesso dotato di una certa originalità autoriale, questo e altri spettacoli del Nano Egidio risulteranno certamente soddisfacenti.

Lo spettacolo continua
Teatro Studio Uno
Via Carlo della Rocca, 6
fino al 1º dicembre

Nano Egidio presenta
Luisa – Uno sguardo oltralpe
scritto da Marco Ceccotti
di e con Marco Ceccotti, Simona Oppedisano, Francesco Picciotti
musiche di Alessio Miraglia

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