Dal chaos al logos

A Testimonianze ricerca azioni, va in scena Morte di Zarathustra – un’intensa prova attorale ai confini dell’esperibilità.

Dal chaos primordiale, dalla voragine – etimologicamente parlando – o dal Big Bang; dal respiro di un universo che si espande e si comprime o che, per l’attore, è base e fondamento della sua capacità di espressione – nel gesto come nella parola; da questo amalgama nascono i due opposti. Irriducibili eppure complementari come nel Simposio platonico. Si generano la menade danzante di dionisiaca o skopasiana memoria, simbolo del pathos, e il suo alter ego, la razionalità positivista apollinea.
Restando in equilibrio su un filo più sottile di quello che stese Philippe Petit tra le Torri Gemelle, Clemente Tafuri e David Beronio intessono un teatro dove il corpo dell’attore si fa massa che genera discorsi prima ancora che concettuali (i quali sorgono nella mente dello spettatore a posteriori e a seconda della preparazione individuale), epidermici ed emozionali. Sogni e incubi propri dell’immaginario collettivo che appartengono a un’intera specie e che risalgono agli albori della civiltà, ben prima di quella tragedia greca che Nietzsche analizzava dal punto di vista teatrale ma ancor più come espressione della nostra matrice psicologica.

Dall’oscurità come negazione della luce, la lenta evoluzione umana non è disaminata attraverso tappe storiche, quanto attraverso brevi flash atemporali di atti atavici immutabili, dall’accoppiamento alla nascita della vita (antropologicamente destabilizzante o biblicamente fedele la generazione del femmineo dal maschile?). Fino a quell’ultimo stadio che sarà la fine della tragedia, della libertà creativa (e procreativa), dei riti eleusini e dell’ultimo disperato tentativo di Giuliano di restaurare il mito. Rimarrà il logos – abortito – come apollineo, razionalità, positivismo scientifico, progresso, padre/dio. Un mondo maschile dove la flebile voce di Nietzsche può ancora risuonare sulle labbra di una donna.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno del Festival Testimonianze ricerca azioni:
Teatro Akropolis
via Mario Boeddu, 10 – Sestri Ponente (GE)
giovedì 14 aprile, ore 21.00

Morte di Zarathustra
testo e regia Clemente Tafuri e David Beronio
con Luca Donatiello, Francesca Melis, Alessandro Romi e Felice Siciliano
produzione Teatro Akropolis, 2015

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