Antiglobal Odissea – Vaghe Donne – L’amore ai tempi della peste

Il teatro off, nelle sue molteplici espressioni, continua ad animare il Parco Adriano del Roma Fringe Festival.

Della resistenza alla globalizzazione, nella sua versione (neoliberista) che confonde umanità con consumatori, la letteratura è davvero satura.
Questa tematica, doverosamente messa nel mirino dall’arte ed estremamente difficile da rendere con originalità o senza pedanteria, rappresenta uno scoglio su cui si sono arginate molte maree, anche tra le più importanti e di riconosciuto talento (dal debole Zombitudine di Frosini/Timpano alle ultime intellettualistiche visioni di Castellucci).

Non fa eccezione Antiglobal Odissea della Compagnia Lux Peralta, alle cui nobili intenzioni di rappresentare «il viaggio, fisico e interiore, che ognuno di noi deve compiere per ritrovarsi, respirare insieme e prendere in mano il proprio futuro» e all’interessante parallelismo tra la vicenda dei cinque personaggi e quella di Ulisse, non fa seguito una equivalente restituzione tecnica, soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione, compassata e a tratti fuori ritmo.

Il testo potrà apparire banale nella sua ottimistica linearità (dalla disperazione dei protagonisti al liberatorio volo celeste dei desideri del pubblico) e debole nell’uso delle citazioni (In viaggio dei CSI),  lo scioglimento del climax non adeguatamente calibrato rispetto al poetico momento delle foto ricordo con cui gli interpreti provano a cadenzare un istante di rigorosa empatia, mentre le disordinate dinamiche sceniche, anche considerando le cause di forza maggiore che hanno impedito un corretto uso delle luci, ostacoleranno la possibilità di apprezzare fino in fondo la dialettica tra la mancanza di «coraggio di lasciare quelle comodità illusorie che ci restano» e «un viaggio catartico, immaginifico e collettivo […] da riconoscere nel caos che ci circonda, parole da cantare a squarciagola».

Tuttavia, ci sembra che Antiglobal Odissea, al di là di evidenti imperfezioni esecutive, urgentemente da affinare per sperare di far girare uno spettacolo ancora in fieri, e nonostante una drammaturgia ancora lontana da un organico formalismo scenico, stia nel suo complesso navigando la giusta rotta verso l’espressione, intima e urgente, di un desiderio di normalità altra, ponendosi in antitesi all’idea che sia degno di andare in scena solamente un prodotto ben confezionato e omologato a canoni estetici e autorali eterodiretti. Come cantava un altro mentore di un arte affrancata dal giogo della tecnica, ci piace pensare ad Antiglobal Odissea come a un invito: «emancipatevi dalla schiavitù mentale. Solo noi stessi possiamo liberare la nostra mente» (Redemption Song).

A seguire, assistiamo a Vaghe donne, una «rilettura all’insegna della sfera femminile del Decameron di Boccaccio», un testo splendidamente interpretato dal punto di vista vocale e gestuale da Maria Antonia Fama, con il supporto di Maurizio Minnucci nei panni di musicista, Mutolo e del «figlio di Giorgio Albertazzi». Una rappresentazione, forse eccessivamente dilatata nel finale, ma incalzante nel ritmo, ironica nella scelta linguistica volgare e delle novelle, solida nei costumi e non scontata nella scenografia e nella componente metateatrale, che Velia Viti cuce con esperienza addosso alla sua ottima interprete.
Forse non del tutto originale nell’esporre le vicende amorose del Decameron dal punto di vista femminile, certamente di pregevole fattura e, soprattutto, in perfetta sintonia con l’intenzione dello stesso autore toscano di dar vita a un’arte capace di svolgere una funzione di piacevole intrattenimento.

Gli spettacoli sono andati in scena:
Roma Fringe Festival 2015 – IV EDIZIONE

Castel Sant’Angelo, Roma
30 maggio – 5 luglio

Palco A, Parco Adriano
03/06/2015, ore 22:00
Antiglobal Odissea
regia Francesco Piotti
con Marco Chiovini, Silvia Chiovini, Francesco Paolelli, Verdiana Perilli, Alessia Zuccari
videoproiezioni Sergio Proto
aiuto regia Claudia Salvatore
Compagnia Lux Peralta – Ass. Lux Peralta

Palco B, Parco Adriano
31/05/2015, 22:00
Vaghe Donne – L’amore ai tempi della peste
regia Velia Viti
con Maria Antonia Fama e Maurizio Minnucci
musiche Maurizio Minnucci
Compagnia Manaus Opera

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