La difficoltà di esprimere parole d’affetto

Al Teatro dei Conciatori va in scena lo spettacolo Di and Viv and Rose, una travagliata storia di una grande amicizia.

Tre studentesse universitarie, Di, Viv e Rose, tre caratteri molto diversi e un solo appartamento dove convivere. L’azione si svolge in una sala arredata in modo spartano con un divano, un tavolino e degli utensili, le attrici inscenano delle tipiche situazioni che degli studenti possono vivere, c’è chi pensa allo sport, chi a uno studio ossessivo e chi invece ripone i libri per cedere ai piaceri della carne.

Le tre amiche passano due anni insieme e, tra scherzi e risate ma anche tra liti e dissapori, imparano ad accettarsi. Tutto prima o poi finisce e così anche l’università, le ragazze devono separarsi per continuare ognuna la propria vita ed è così che mentre Viv trova il lavoro dei suoi sogni, quello che gli permetterà di scrivere articoli con una famosa scrittrice americana, Di cerca una sistemazione e Rose torna a casa dai genitori per accudire i bambini che da lì a poco sarebbero nati da un’inattesa gravidanza.

Le ragazze si ritrovano a New York per la festa di Viv e, poi, a Londra, ma sentono che l’amicizia un tempo raggiunta sta cominciando a svanire. Il punto di svolta è dato dalla morte di Rose che genererà paura e ansietà minando l’amicizia tra Viv e Di. Il finale, pur scontato, è struggente: dopo liti e discussioni le due si incontreranno davanti alla tomba di Rose dove la tensione si scioglierà in un ultimo abbraccio.

Lo spettacolo inizia con le attrici in piedi sul palco illuminate singolarmente o a coppia in base alla propria battuta, un modo semplice e veloce per dare la base ai successivi intrecci che se, da una parte, facilita la comprensione del perché queste ragazze si ritrovino insieme, dall’altra, rende la scena statica e i discorsi intavolati dalle tre apparentemente indipendenti e distaccati. Il linguaggio, richiamando quello giovanile di parole semplici miste a saltuario turpiloquio, a volte con toni sarcastici e canzonatori, riproduce un discorso colloquiale e una narrazione realistica, anche se l’atmosfera comica risulta purtroppo inficiata da battute troppo poco mordaci per avere rilevanza e fare del racconto una commedia dinamica.

La rappresentazione ambisce a riflettere su quanto sia arduo costruire le basi per un solido rapporto d’affetto e la costruzione drammaturgica, non vertendo su valori idealistici e favolistici dell’amicizia, anzi ricalcandone i dolori e le sofferenze, conferisce allo spettacolo uno spietato realismo. Tuttavia, nonostante le attrici tentino di mostrare la progressiva creazione della forte unione tra i personaggi, l’eccessivo indugiare sulla sua conclusione non riesce a dare alla travagliata relazione, al fatto che sia consolidata o solo una fugace esperienza, l’opportuna e auspiacata chiarezza.

Lo spettacolo continua
Teatro dei Conciatori

Via dei Conciatori, 5, 00154 Roma
fino al 13 novembre
dal martedì al sabato alle ore 21:00, domenica alle ore 18:00, lunedì riposo

Di and Viv and Rose
di Amelia Bullmore
regia Antonio Serrano
con Selene Gandini, Caterina Gramaglia e Sara Pallini

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