La pietraia di Non Io Teatro

In scena per E/State in Svincoli, la kermesse torinese di spettacoli ed eventi culturali selezionati «secondo una logica di empowering individuale e collettivo», il primo studio di Disumano è l’affetto, per la regia di Mamadou Dioume, offre agli spettatori uno sforzo collettivo ancora acerbo, che nasconde troppo volentieri le proprie manchevolezze dietro un testo comunque altalenante per intensità e contenuti.

Una luce scorre sul timpano d’alabastro del cortile interno dell’evocativo cimitero di San Pietro in Vincoli, mentre la voce melliflua di Margherita Marincola mette a tacere con dolcezza i mormorii di un pubblico comunque fitto. Una luce rossa come il velo indossato dalla Vestale, il Primo Ministro di un nuovo ordine sociale nato dal rifiuto categorico di ogni tipo di affetto ed empatia, in favore della «razionalità più assoluta e intransigente». Una luce policroma e laboriosa che accompagnerà l’avvicendarsi delle due performer sulla scena per questo debutto di Disumano è l’affetto – primo studio, diretto dall’attore, regista e pedagogo senegalese naturalizzato francese Mamadou Dioume.

L’idillio distopico bio-vegan messo nero su bianco dalla penna di Adriano Marenco si adagia con poco clamore sulle note invero sinuose dell’accompagnamento musicale il quale, in mancanza di una presenza scenica forte o convincente da parte di Nathalie Bernardi e Federica Crisà, si erge suo malgrado a spina dorsale della pièce, riuscendo a tenere insieme le varie disarticolazioni attoriali, nonostante tutto. Alternando momenti di riflessione socioeconomica anche interessanti, sulla linea del pensiero del filosofo e teorico della cultura Byung-Chul Han, a battute inaspettate e, nel contesto, forse anche superflue (se non perlomeno disorientanti), il testo scenico di Marenco tocca soavemente tutti i punti nevralgici della società neoliberista contemporanea, esasperandone i cortocircuiti ma -forse per pecca di estrema fedeltà all’attuale inoffensività del discorso anticapitalista italiano dominante-, guardandosi bene dall’offrire una qualsivoglia rielaborazione costruttiva che vada al di là di una stucchevole chiamata all’amore, piuttosto che all’armi.

Al netto di una scenografia e di costumi in grado di apportare un certo peso narrativo alla storia, l’opera di AGC Non Io Teatro inciampa quasi subito nell’afflato pedagogico di un teatro “politico” che preferisce spiegare con zelo didascalico le cose (con tanto di lectio magistralis finale da parte del cattedratico Dioume) piuttosto che lasciare al pubblico il non tanto arduo compito di “decifrarle”, perdendo così nel suo monologo a più voci tutti quegli elementi che, se messi insieme con arte, potrebbero dare vita a uno spettacolo più memorabile e meno sassoso.

Lo spettacolo è andato in scena
San Pietro in Vincoli Zona Teatro
via San Pietro in Vincoli 28 – Torino
giovedì 29 e venerdì 30 luglio 2021
ore 21:00

E/State in Svincoli presenta
Disumano è l’affetto – primo studio
di AGC Non Io Teatro

regia di Mamadou Dioume
testo di Adriano Marenco
con Nathalie Bernardi e Federica Crisà
musica dal vivo Margherita Marincola
scene e costumi Monica Cafiero
disegno luci Rebecca Agostinelli

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