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Wolf/Bliss, articolo di "Camilla Lama" su Persinsala Teatro
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Wolf Ph. By Viola Berlanda 2 Copia
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Wolf/Bliss
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Va in scena al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara Wolf/Bliss di Aterballetto, dittico di tinte oscure e di ariosa spensieratezza. La Compagnia Aterballetto, pilastro italiano del balletto e della danza contemporanea, presenta due lavori nati dalla collaborazione con coreografi internazionali: Wolf di Hofesh Shechter e Bliss di Johan Inger. Shechter, coreografo, ballerino e compositore …

Lupi e beatitudine

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Va in scena al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara Wolf/Bliss di Aterballetto, dittico di tinte oscure e di ariosa spensieratezza.

La Compagnia Aterballetto, pilastro italiano del balletto e della danza contemporanea, presenta due lavori nati dalla collaborazione con coreografi internazionali: Wolf di Hofesh Shechter e Bliss di Johan Inger.

Shechter, coreografo, ballerino e compositore israeliano, ha adattato una sua precedente opera creando una coreografia appositamente per i ballerini di Aterballetto, e ispirandosi a essi. Shechter, che firma anche la musica, le luci e i costumi di Wolf, porta in scena una composizione di sfrenata energia e animalesca istintualità: «Quasi 7.106 lingue dividono la razza umana. Circa 3,8 miliardi di anni di evoluzione separano tutte le forme di vita sulla Terra. Questa sera, tutte queste barriere crolleranno. Questa sera, 3,8 miliardi di anni di evoluzione si dissolveranno al ritmo di un tamburo. Questa sera, 7.106 lingue moriranno.» L’opera vuole essere un lavoro sulla fisicità, sull’aspetto animalesco del movimento e sull’influenza dell’istinto nella società.
In un’atmosfera oscura e fumosa, corpi vestiti da abiti informi che occultano e uniformano i generi, scivolano, corrono, saltano in una danza frenetica e tribale. Ogni gesto è pervaso da potenza atavica, i corpi dei ballerini attraversati da lampi di energia si muovono in una danza convulsa, sincopata eppure collettiva. In un caos studiato il gruppo si frammenta, si dilania e si ricompone, giungendo all’apice in un pezzo di corale e selvaggia energia su ritmi africani di tamburi.
L’opera di Shechter trasuda aggressività e potenza, ritmo e istinto e investe di una frenesia travolgente. Trascina lo spettatore in un mondo oscuro e misterioso accompagnandolo alla riscoperta del selvaggio e dell’istintualità.
L’atmosfera cambia repentinamente nella seconda danza e l’oscurità indefinita di Wolf lascia spazio alla spoglia e luminosa scena di Bliss, in cui è il backstage a fare da sfondo alla danza. L’istintualità animalesca si tramuta in un altro tipo di istintualità, una danza giocosa e spontanea, sulle note limpide di Keith Jarrett.
Lo spettacolo prende le mosse dal Köln Concert di Jarrett, iconico concerto di improvvisazione solista, sul quale il coreografo e danzatore svedese Inger compone una coreografia per raccontare il proprio incontro con i ballerini e quello di tutti loro e dello stesso Inger con la musica di Jarrett. Le note del Köln Concert diventano quindi il cuore del lavoro, il fulcro di un’opera che non racconta una storia ma unicamente l’emozione della musica e la sua celebrazione. Ne nasce una composizione leggera, apparentemente quasi improvvisata, a dimostrazione di quell’inesperienza propria della vita, in cui ognuno di noi è «principiante». Gli stessi costumi, vivaci e di noncurante eleganza, rispecchiano un’altra dimensione, appunto quella della felicità e della spontaneità. Un turbinio di salti e guizzi crea un’atmosfera gioiosa, quasi frivola, che induce ad un sorriso divertito. Anche qui il gruppo si scompone e si ricompone, ma in un gioco di continuo riassemblarsi in duetti, trii e quindi nel gruppo intero, dove l’interazione è sentimento, scambio, colloquio e culmina in duetti di magnifica intensità ed eleganza.
La danza di Wolf ci conquista in modo immediato e irrazionale, connettendosi al fulcro primordiale di ognuno di noi, mentre Bliss cattura offrendo respiro e leggerezza, avvolgendoci di impalpabile serenità. Due danze che si accostano e si sfidano, accompagnando lo spettatore in un viaggio di estremi.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Comunale Claudio Abbado
Corso Martiri della Libertà, 5 – Ferrara
sabato 24 febbraio, ore 21

Wolf
coreografia e musica Hofesh Shechter
additional music Verdi, Bach, ATM and Dance Music by Ophir Ilzetzki
danza Noemi Arcangeli, Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Hektor Budlla, Alessandro Calvani, Martina Forioso, Arianna Kob, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Valerio Longo, Grace Lyell, Ivana Mastroviti, Giulio Pighini, Roberto Tedesco, Serena Vinzio
luci e costumi Hofesh Shechter
assistente alla coreografia Sita Ostheimer
lighting design associate Richard Godin
produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
presentata in associazione con Hofesh Shechter Company

Bliss
coreografia Johan Inger
musica Keith Jarrett
danza Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Martina Forioso, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Ivana Mastroviti, Roberto Tedesco, Serena Vinzio, Noemi Arcangeli, Hektor Budlla, Alessandro Calvani, Arianna Kob, Valerio Longo, Grace Lyell, Giulio Pighini
scene Johan Inger
costumi Johan Inger e Francesca Messori
luci Peter Lundin
assistente alla coreografia Yvan Dubreuil
produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto

4,00

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