Il rispetto del sentimento dell’amore trascendente

L’apertura della nuova stagione operistica del teatro scaligero ha visto il ritorno del capolavoro verista di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, l’Andrea Chénier e la scelta si è rivelata azzeccatissima sotto tutti i punti di vista: direzione, cantanti e regia. Un ottimo augurio per la lunga ed attesissima stagione del teatro milanese

L’accoglienza critica di questa nuova produzione dell’Andrea Chénier di Umberto Giordano è stata praticamente unanime e le motivazioni sono certamente numerose. L’opera mancava dal prestigioso teatro dal 1985 quando sul podio c’era Riccardo Chailly. Ed è stato lo stesso Chailly a volere questo ritorno, consacrandosi anche nella direzione di questa nuova produzione con l’ottima regia di Mario Martone. Se il Maestro ha diretto perfettamente un’orchestra reattiva ed attentissima, le scene di Margherita Palli hanno concretizzato un discorso intenso e mortifero, attraverso strutture centrali che sono sale degli specchi o serre, costituite da aperture e fonti di luci, visioni ed abbagli: un gioco perfettamente riuscito tra schermi e specchi.

Il baritono Luca Salsi ha incarnato un bellissimo Carlo Gérald, che ha colpito per l’ardore del sentimento espresso durante tutta l’opera. La sua voce, puntuale e possente, concretizza la ricca palette degli stati d’animo del personaggio, attirando a sé l’attenzione degli spettatori, come accompagnatore privilegiato in questo dramma storico.

Il ruolo di Maddalena di Coigny è stato ricoperto dal soprano russo Anna Netrebko, voce bellissima adornata da un lieve ombra nei bassi che acuisce il côté greve nei passaggi maggiormente drammatici, come nell’aria La mamma morta, interpretata in maniera impeccabile ma senza emozionare. Un plauso per questa scelta che sottolinea l’estetica del belcanto di quest’opera verista che si tende troppo spesso a dimenticare.

E poi lui c’è lui, il protagonista assoluto, Andrea Chénier. Yusif Eyvazov è stata indubbiamente una scelta particolarmente azzeccata per questo ruolo, sia per la ricchezza vocale che per la presenza scenica. L’aspetto vocale è brillante, privo d’ogni oscurità ed in grado di spazzar via ogni oscurità, attento a sottolineare con grande cura i moti dell’anima con una voce commovente.

Interessanti anche le prove degli altri cantanti, in particolar modo quelle di Gabriele Sagona nello scuro e convincente Roucher e di Carlo Bosi, lucente e puntuale “Incredibile”.

Sul podio, un meraviglioso ed impegnato Riccardo Chailly, legatissimo a quest’opera con la quale debuttò giovanissimo all’Opera di Vienna. Il Maestro si agita, canta insieme ad Andrea, sottolinea la composizione con una chiarezza che appare come universale, palesando il ruolo connettivo della musica. Estremamente emozionante la direzione nel duetto che chiude il secondo quadro tra Andrea e Maddalena, dove le note lunghe e delicate non sembrano terminare mai, ipnotizzando l’ascoltatore nei tentacoli di questa dichiarazione d’amore che sfida ogni possibile morte.

Una menzione speciale meritano, senza dubbio, i cori diretti dal Maestro Bruno Casoni che, attraverso un canto caldo e sottile, ricoprono il ruolo di attori fondamentali nell’accorpamento fisico delle scene, riescendo a mantenere una particolare densità dell’opera senza che questa possa mai scivolare verso la pesantezza.

Spettacolo visto martedì 19 dicembre 2017

Lo spettacolo va in scena:
Teatro alla Scala
Via Filodrammatici, 2 – Milano
orari: domenica 3 dicembre 2017 ore 18 (anteprima dedicata ai giovani), giovedì 7 dicembre ore 18 (inaugurazione della Stagione d’Opera e Balletto 2017-2018), domenica 10 ore 15, mercoledì 13, sabato 16, martedì 19, venerdì 22 dicembre 2017, martedì 2 e venerdì 5 gennaio 2018 ore 20

Il Teatro alla Scala presenta
Andrea Chénier
dramma di ambiente storico in quattro quadri
libretto di Luigi Illica
musica di Umberto Giordano
prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 28 marzo 1896
nuova produzione
direttore Riccardo Chailly
regia Mario Martone
scene Margherita Palli
costumi Ursula Patzak
luci Pasquale Mari
coreografia Daniela Schiavone

con
Yusif Eyvazov  Andrea Chénier
Anna Netrebko  Maddalena di Coigny
Luca Salsi  Carlo Gérard
Annalisa Stroppa  La mulatta Bersi
Mariana Pentcheva  La Contessa di Coigny
Judit Kutasi  Madelon
Gabriele Sagona  Roucher
Costantino Finucci  Pietro Fléville
Carlo Bosi  Un “Incredibile”
Gianluca Breda  Fouquier Tinville
Francesco Verna  Mathieu
Manuel Pierattelli  L’Abate
Romano Dal Zovo  Schmidt
Riccardo Fassi  Il Maestro di Casa / Dumas

coro e orchestra del Teatro alla Scala
maestro del coro Bruno Casoni
con la partecipazione del corpo di ballo del Teatro alla Scala diretto da Fréderic Olivieri

durata 2 ore e 25 minuti intervallo incluso

http://www.teatroallascala.org

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