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Teatro Alla Scala

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Francesca da Rimini

Sotto l’elegantissima direzione di Fabio Luisi, Francesca da Rimini di David Pountney conquista attraverso un’estetica potente ed emozionale. In un incessante battito tra classico e moderno, l’opera di Zandonai ritrova magnificenza ed efficacia nella nuova produzione dl Teatro alla Scala

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Don Pasquale

Il Teatro alla Scala propone un cinematografico e atmosferico Don Pasquale donizettiano. La regia di Davide Livermore si ama o si odia. Dal nostro punto di vista essa appare convincente e affascinante, visionaria in una trascendenza prettamente decadente.

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Goldberg Variationen V. Lunadei W Madau M.gavazzi E. Lepera Ph Brescia E Amisano Teatro Alla Scala 002 K65a8091 X (35)

Goldberg-Variationen

Le Goldberg-Variationen, capolavoro del coreografo svizzero Heinz Spoerli, giungono alla Teatro alla Scala per il secondo appuntamento della stagione di balletto. Accompagnati al pianoforte da Alexey Botvinov, i ballerini creano un lavoro circolare ma che mantiene un’apertura: la vita non può essere rinchiusa

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Atto Terzo 250 K65a7027

Die Fledermaus

Dopo l’impegno e la grandiosità che hanno segnato l’apertura di stagione dell’Andrea Chénier di Giordano, il Teatro alla Scala sceglie la leggerezza per il secondo atto della propria programmazione. Sotto la briosa direzione di Cornelius Meister e con la convincente regia di Cornelius Obonya, Die Fledermaus non mostra i segni dell’età e mantiene tutta la propria freschezza

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Andrea Chénier

L’apertura della nuova stagione operistica del teatro scaligero ha visto il ritorno del capolavoro verista di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, l’Andrea Chénier e la scelta si è rivelata azzeccatissima sotto tutti i punti di vista: direzione, cantanti e regia. Un ottimo augurio per la lunga ed attesissima stagione del teatro milanese

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Ti vedo, ti sento, mi perdo

Salvatore Sciarrino torna al Teatro alla Scala e lo fa chiudendo un’intensa stagione operistica. Ti vedo, ti sento, mi perdo si muove tra omaggio e poesia, elisione ed evocazione, lavorando là dove il focus dell’azione, il compositore barocco Alessandro Stradella, diviene impalpabile e frammentario. Una scelta coraggiosa che convince

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